Racconto di una pellegrina partecipante al pellegrinaggio a Lourdes organizzato dalla Confraternita di Santa Bernadette.

Dopo tanti anni ho avuto l'opportunità di andare a Lourdes. Avevo un grandissimo desiderio di tornare a rivedere la Grotta, da dove la Madonna ci guarda e ci invita, come ha fatto tantissimi anni fa con Bernadette, a pregare ed a dissetarci e purificarci alla fonte miracolosa. L'occasione si è presentata con la Confraternita di Santa BERNADETTE di Reggio Calabria, dove alcuni amici mi hanno invitato ad andare a fare questa bella esperienza assieme.
Il punto d'incontro per tutti era l'aeroporto di Lamezia Terme. Il nostro gruppo di Reggio Calabria è partito dalla Stazione Centrale FS in pullman e si è completato attraverso fermate lungo il percorso. All'aeroporto di Lamezia ci siamo incontrati con gli altri gruppi che provenivano da Catanzaro, da Cosenza e da Vibo.

Dopo disbrigate le pratiche d'imbarco all'aeroporto siamo partiti, il volo è stato tranquillo e regolare, come da previsione siamo giunti a Tarbes, località che dista circa una mezz'ora da Lourdes, quindi è l'aeroporto di Lourdes. Emozione grande per chi fa questo pellegrinaggio per la prima volta. Siamo giunti al nostro Albergo Paradis, dove, come da istruzioni precedenti, abbiamo depositato i bagagli ed abbiamo subito pranzato, dato che si erano fatte le ore 14.00.
Durante il pranzo, ci sono state assegnate le camere, per cui ordinatamente ci siamo sistemati e dopo un riposino, ci siamo in corteo diretti verso il Santuario presso l'emiciclo, grande struttura dove avvengono incontri e conferenze ed in questo grande salone ci è stato illustrato il programma del nostro pellegrinaggio da don Danilo D'Alessandro, persona veramente speciale, carismatico in ogni forma che ci ha detto, con parole forti e molto significative che cosa deve significare venire a Lourdes. Ci ha presentato il tema pastorale di quest'anno e ci ha detto anche il significato della grande isola verde dove sono impiantate tante croci con tante motivazioni, ma di queste, una sola è posta su un alto basamento ed è quella del Signore.
Alle ore 18,30 circa abbiamo assistito alla Santa Messa di apertura del Pellegrinaggio alla Basilica Superiore dell'Immacolata. Rientriamo, quindi, in albergo per la cena. La serata è libera e quindi qualcuno gira per la vie di Lourdes, ma la maggioranza di noi torna alla Grotta per salutare la nostra madre, Maria Immacolata Concezione. La serata è bella e stare davanti alla Grotta è una emozione da non potere raccontare. E' veramente inspiegabile che lì, con una numerosa presenza di fedeli in preghiera davanti la Madonna, non si avverta nessun brusio, rumore che non sia lo scorrere tranquillo e silenzioso del fiume Gave. Ci si sente, in quei momenti, soli con la propria coscienza ed in perfetto colloquio con la nostra Madre Celeste. Lì, abbiamo deposto le nostre sofferenze, le nostre preghiere per tutti i nostri cari, per i nostri fratelli non fortunati che si sono affidati a noi. Si, in questo silenzio, abbiamo sentito la voce della Madonna risuonare come a tempi di Bernadette. Venite tutti a pregare ed a purificarvi a questa fonte. Noi siamo venuti, ma tanti nostri fratelli desiderosi non sono potuti venire. Preghiamo per loro e adoperiamoci con i nostri poveri mezzi a permettere a loro di potere essere presenti.
Il tempo sembra non trascorrere, forse perché il nostro desiderio di rimanere qui è grande. Ogni figlio ama stare con la propria madre.
Venerdi, dopo la prima colazione, ci rechiamo tutti nuovamente alla Grotta, al luogo dell'Apparizione, luogo del cambiamento per la vita di Bernadette e per tutte le genti che si recano qui, con dentro il cuore le proprie richieste, le suppliche nostre e di coloro che li hanno affidate a noi per un intervento della Madonna nella loro vita.
Dopo, siamo andati, sempre accompagnati dai nostri assistenti, a visitare i luoghi dove è nata e cresciuta Bernadette. Padre Danilo ci ha raccontato particolari non riportati sui libri che hanno fortemente colpito la nostra curiosità, ci hanno posto tanti interrogativi per farci leggere nei nostri cuori, domande che dobbiamo porre a noi stessi.
Quale miracolo chiediamo noi? Il miracolo vero, dice don Danilo, deve essere quello che quanto torneremo a casa, la nostra vita quotidiana deve cambiare, deve essere improntata seguendo l'esempio di Santa BERNADETTE.
Deve essere basata su l'umiltà e sulla fraternità. Bernadette era la più umile bambina del borgo ed il rapporto con i propri simili era di una grande fraternità. Siamo tutti fratelli e dobbiamo esprimere tale stato sempre nei rapporti con tutti.
Questo Pellegrinaggio deve quindi costituire il punto d'inizio di un cambiamento cosciente della nostra vita volta a servire gli ultimi, i fratelli che hanno bisogno di noi.
Siamo, alla fine, tornati in albergo dove abbiamo pranzato e quindi siamo andati a riposare. Nel primo pomeriggio siamo usciti per lo shopping di Lourdes ed un giro nei molteplici negozi con tante curiosità. Questi negozi si trovano fuori dalla cerchia della zona sacra delimitata da cancelli. Nel tardo pomeriggio, ci siamo recati all'Esplanade per assistere alla processione del Santissimo. Era una giornata caldissima, contrariamente alla prima giornata fredda e piovosa. Ci siamo messi in fila in processione secondo i gruppi di provenienza. Faceva caldo e vedere tutte quelle persone in difficoltà che vivono la loro disabilità con tanta accettazione, gli sguardi supplichevoli alla Madonna, ci faceva meditare moltissimo. Chi sa quante risposte hanno dato a coloro che, con il loro corpo sano, vengono a Lourdes per chiedere chi sa cosa.
Siamo tornati, dopo la processione, stanchi ma felici, abbiamo cenato e poi abbiamo fatto una lunga e bella passeggiata, raccontandoci e scambiando le nostre sensazioni.
Sabato, dopo la solita colazione, ci siamo recati, come da appuntamento, alla Basilica Superiore per la Santa Messa concelebrata da tutti i nostri assistenti ecclesiastici e presieduta da don Danilo. Dopo, con quelli del nostro gruppo che potevano, abbiamo iniziato la grande Via Crucis di Lourdes e ad ogni componente del gruppo è stata affidata la lettura e il commento di una stazione. Io ho avuto assegnata la seconda, Rina la terza e Wanda la quarta. E' stata la via Crucis più vissuta e meditata della mia vita. Il percorso che si snoda in salita lungo la montagna proprio ci ha fatto comprendere il vero significato della Via Crucis.
Quante domande sono rimaste senza risposta e quante altre dentro il nostro cuore hanno trovato il giusto significato.
A parte, per alcuni del nostro gruppo che non se la sentivano e quelli in carrozzella e non vedenti è stata fatta la Via Crucis dei disabili nella prateria assistiti e diretti da don Salvatore Coppola della comunità di Bagnara e padre Celestino di una diocesi del Benin ( Africa ).
Dopo la Via Crucis, alcune di noi ci siamo recate alle piscine perché era l'unico momento opportuno per fare il bagno. Abbiamo atteso circa tre ore in fila, sempre sotto un sole cocente, certo questo sole oltre che lasciare il segno sulla nostra pelle, il segno che lascerà dentro il nostro cuore sarà duraturo e non visibile esteriormente, ma sarà più importante perché dovrà essere visibile nel nostro quotidiano al rientro nei nostri ambienti.
Siamo rientrate in albergo stanche ma felici, abbiamo finalmente cenato, dato che noi delle piscine abbiamo saltato il pranzo, ma questo non ha avuto alcuna importanza.
Dopo la cena, la solita passeggiata, breve perché oggi la stanchezza si è fatta sentire, ma la felicità dei nostri cuori è massima.
Domenica, dopo la colazione, ci siamo avviati verso la Basilica sotterranea di San Pio X per assistere alla celebrazione della Santa Messa Internazionale con i nostri stendardi, le nostre bandiere, aiutando quelli tra noi in difficoltà.
La Chiesa sotterranea si presenta ai nostri occhi grandissima, immensa come una barca rovesciata. La barca come il mezzo di salvezza dell'umanità.
Questa Basilica è enorme, l'altare è al centro e rappresenta il famoso roveto ardente. Insieme ad altre del nostro gruppo, ho avuto l'opportunità di partecipare all'Offertorio della Santa Messa presieduta, dall'arcivescovo di Cagliari.
Dopo la Santa Messa, siamo tornati in albergo per il pranzo e poi siamo andati in escursione a Bartes per visitare le Grotte.
Escursione bella ed interessante, inutile parlare della bellezza delle grotte, abbiamo visitato anche un Santuario antico, legato come prima tappa al cammino di Compostela. Al termine siamo tornati in albergo per la cena servita anticipatamente in quanto è prevista la partecipazione del nostro gruppo alla processione mariana au Flambeaux. Praticamente la processione con le fiaccole accese in mano che rappresenta una immensa comunione di cuori che assieme si rivolgono a Dio e alla Madre Celeste. Incredibile la partecipazione di popolo, di disabili, di bambini di ogni estrazione sociale e di nazionalità che, con la fiaccole in mano, pregano la Madonna con una invocazione che tocca il nostro cuore. …….AVE AVE AVE MARIA!!!!!
Cosa dire ancora di Lourdes, quello non detto lo dovremo manifestare con il nostro vivere. Ecco il significato del nostro pellegrinaggio, dare il senso giusto alla nostra vita.
Grande è il messaggio che ha lasciato Bernadette con il suo testamento spirituale, leggerlo non può che far del bene a noi e risvegliare, dov'è necessario, la nostra fede, farla crescere ed attivarla nella gioia del quotidiano.
Lunedi, nella prima mattinata siamo andati ad ascoltare la Santa Messa di chiusura del Pellegrinaggio presso la Basilica Superiore dell'Immacolata Concezione concelebrata da tutti i nostri sacerdoti.
Dopo la Santa Messa, il saluto alla Grotta ed alla Madonna e poi siamo partiti con i pullman verso l'aeroporto.
Quale sorpresa, dopo aver sbrigato le pratiche di partenza ed imbarco …. L'aereo ha avuto dei problemi. Ci viene comunicato dopo due rinvii che la partenza veniva spostata alle ore 19,30, per cui con i pullman venivano riportati a Lourdes. Quale magnifica sorpresa e dono ci ha fatto la Madonna regalandoci un altro pomeriggio con Lei!!! Siamo tornati quindi in albergo e, a parte qualcuno che è risalito in camera per riposare, quasi tutti siamo tornati alla Grotta per rivedere e stare ancora con la nostra Madre Celeste. Alle ore 18,30, i pullman sono venuti per portarci all'aeroporto, dove alle ore 19.30 siamo ripartiti verso Lamezia Terme.
Siamo giunti a Lamezia Terme verso le ore 22.30, da dove dopo esserci salutati fraternamente con gli altri gruppi e promettendoci di rivederci al prossimo viaggio, ci siamo avviati verso il nostro pullman che ci ha ricondotto a casa.
Grazie, Madonna mia, per averci dato la possibilità di venire a trovarti a Lourdes così come hai chiesto alla piccola ed umile Bernadette per pregare e purificarci alla fonte.

Rosanna Marcelli